- Il giorno in cui la raccolta differenziata raggiunge un buon livello non sapranno più cosa bruciare nei loro amati inceneritori. Secondo voi perché non parte la differenziata?
- Il 30% dei rifiuti immesso in un inceneritore esce sotto forma di cenere tossica da smaltire in costose discariche speciali
- Anche il miglior inceneritore emette grandi quantità di diossina e nano particelle che sono causa di aumenti di patologie tumorali e malformazioni congenite
- Gli inceneritori si mantengono grazie agli incentivi statali (i CIP 6 che danno 55euro agli imprenditori per ogni tonnellata bruciata) che in realtà erano destinati alle fonti energetiche pulite (eolico, solare, ecc…). Questi soldi sono presi dal 7% delle bollette ENEL che paghiamo
- La zona tra Villaricca, Giugliano e Qualiano è quella con una maggiore concentrazione di discariche (legali ed abusive) e non è un caso se abbiamo una mortalità per cancro decisamente superiore alla media (+80% feti malformati rispetto alla media nazionale; +12% mortalità per tumore rispetto alla media nazionale)
- Moltissime amministrazioni comunali hanno sperimentato la raccolta differenziata porta a porta con risultati superiori al 60%, mentre in Campania si viaggia sul 10%
- Nel solo comune di Napoli ci sono 2.965 spazzini, cioè uno ogni 337 abitanti … abbastanza per avviare la raccolta differenziata porta a porta
- Nello stesso comune di Napoli si fa la differenziata porta a porta in alcune zone sperimentali … ovviamente si tratta della zona di Chiaia: trasformiamo questo privilegio per pochi in un diritto per tutti
- La raccolta porta a porta si può fare anche in grandi città. Ad Halifax (Canada) ci sono 375 mila abitanti e fanno la differenziata porta a porta raggiungendo il 60%
- Nella stessa Campania ci sono molti comuni (non solo piccoli) che raggiungono elevati tassi di differenziata. E non diteci che noi campani non siamo in grado di fare la differenziata
- L’alternativa al ciclo discariche/inceneritori c’è e si basa su semplici passaggi: 1) riduzione rifiuti (a Berlino li hanno ridotti del 50% in sei mesi); 2) differenziata porta a porta; 3) ciò che rimane non va incenerito, ma può essere trattato in impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) che separano l’umido dal secco: l’umido diventa concime e il secco viene usato come materiale edilizio: non si inquina, costa poco e non si producono ceneri tossiche
Non ti chiediamo di credere a quello che ti diciamo. Ti chiediamo solo di informarti e di diffidare dalle bugie dei mass media, troppo spesso asserviti alle logiche del potere politico ed economico.
Comitato Rifiutiamoci! Indirizzo e-mail e contatto MSN: rifiutiamocinapoli@email.it
Visita il nostro sito internet http://rifiutiamocinapoli.wordpress.com