Rifiutiamoci!

Febbraio 5, 2008

Dove Napoli è più Napoli?

Archiviato in: informazioni, opinione — rifiutiamocinapoli @ 8:03 am

Navigando sul sito internet dell’Asia Napoli scopro un’interessante notizia sulla raccolta differenziata.

Nella sezione dedicata alla raccolta differenziata vengo a scoprire che nello stesso comune di Napoli esiste una piccola oasi felice dove viene svolta la raccolta porta a porta che noi invochiamo a gran voce per risolvere la nostra emergenza.

Incuriosito vado a leggere di quale zona si tratta… e noto con ingenuo stupore che la porta a porta viene svolta “sperimentalmente” nei soli quartieri-bene di Napoli (tra Chiaia e Posillipo) e specificatamente in via Chiaia, via Morelli, via Filangieri e via dei Mille.

Ma la cosa che più mi turba è il titolo dell’iniziativa sperimentale: Dove Napoli è più Napoli, la differenziata è più differenziata. ” A questo punto mi domando cosa l’Asia intende per Napoli è più Napoli? Esistono forse per loro due Napoli? Gli abitanti di Pianura sono meno napoletani di quelli di Chiaia? Chi vive a Scampia forse non è considerato un napoletano doc?

Il sito tenta anche di spiegare i motivi della scelta. “Nei punti della città dove i vicoli sono tanto stretti da non consentire l’installazione di cassonetti stradali e non è possibile organizzare diversamente i servizi” viene detto. Ma forse davvero pensate che noi siamo così tonti da credere che la scelta sia avvenuta per motivi logistici. Tutti consociamo l’urbanistica diNapoli ed èun po difficile spiegare ad un napoletanod ei Quartieri Spagnoli (o dei tanti vicoli della Napoli popolare) che la porta a porta si fa a Via Chiaia perché i vicoli fuori casa sua sono abbastanza ampi per installare i bidoni.

L’obiettivo di noi cittadini che lottiamo per un diverso piano dei rifiuti deve essere quello di chiedere di trasformare questo indecoroso privilegio per una parte della città in un diritto per tutti dal momento che in una società democratica non possono esistere quartieri di serie A e quartieri di serie B.

Se non ci credi clicca quì per leggere la pagina dell’iniziativa sul sito dell’Asia Napoli.

Gennaio 24, 2008

Una crisi ad alta densità

Archiviato in: opinione — rifiutiamocinapoli @ 9:55 pm

IL 2008 è iniziato con la prepotente entrata in scena di Napoli e dei suoi rifiuti. Mi ricorda un altro inizio anno,quello del 2005, quando a tenere banco era la guerra di camorra che seminava terrore per le strade di Napoli e del suo immenso hinterland. Oggi come allora il mondo dell’informazione scopriva la “questione Napoli”,il degrado della sua periferia, la violenza dei suoi figli e la solitudine di un territorio che nel cuore dell’occidente non è ancora in grado di trovare una strada, di scrivere nuovi e migliori scenari. Sembra veramente strano come nell’analisi della questione rifiuti sia stato accantonato il problema abitativo e della densità di popolazione. La cultura dell’emergenza ha riempito televisioni e giornali di esperti per discutere di discariche, inceneritori, ecoballe, senza mai accennare al dato che la Campania è una delle regioni più popolate d’Europa. l’ex Campania Felix con i suoi 420 abitanti per km quadrato è infatti l’area più densamente popolata del paese e soprattutto è la regione in cui più si è manifestata la diffusione di case sul territorio. Una diffusione interrotta,incontrollata che ha ridimensionato il rapporto fra lo spazio abitato e lo spazio non occupabile, che ha terribilmente avvicinato aree urbane,commerciali,industriali con quelle che erano le campagne,le riserve,i polmoni del territorio. Le organizzazioni criminali così come pezzi importanti delle classi dirigenti locali hanno speculato sull’edilizia, sull’occupazione illegale del territorio contribuendo a delineare una mappa territoriale in cui non sembra veramente esserci spazio per siti di stoccaggio,anche temporanei,in cui depositare la monnezza di una regione così popolata. Il Business dell’edilizia è diventato uno status sociale che trova forte ammirazione nei partiti e nelle amministrazioni del napoletano:concessioni di licenze, “donazione” di insicuri posti di lavoro,manifesti elettorali che campeggiano dai balconi dei parchi costruiti con insospettabile rapidità e dubbie compatibilità territoriali. La verità è che Napoli con il suo sterminato spazio metropolitano è troppo occupata da case,cose e persone. Un occupazione che prima o poi avrebbe messo seriamente in rischio la qualità della vita, la vivibilità degli spazi e la salute dei suoi rassegnati cittadini/consumatori. E’ il caso dei Pisani a Pianura, è il caso di Acerra dove la localizzazione dell’inceneritore si è intrecciata con le normali attività agricole già alla presa con l’allarme diossina e con il Cdr,è il caso di Serre in cui si sversa a 1km da una delle più grandi oasi ambientali, è il caso del Cdr di Ponte Riccio che sorge vicino zone abitate è il caso di tutto il giuglianese in cui smaltire rifiuti significa mettere in ginocchio un territorio.

Tutti offrono soluzioni più o meno possibili, tutti indicano dei responsabili più o meno colpevoli, ma perché nessuno osa mettere in discussione questo modello di sviluppo ormai giunto al collasso? perché nessuno dice che sarebbe opportuno ridurre i consumi? perché nessuno osa mettere in discussione l’assioma economico secondo cui un’area popolata è anche più ricca e migliore?

 

La crisi dei rifiuti investe ora la Campania ed è per questa regione che ora bisogna trovare soluzioni,ma alla luce di quelli che sono i consumi e la crescita dell’occidente sarebbe più opportuno fare un ragionamento in lungo termine su quello che è lo stile di vita delle popolazioni più ricche del mondo. E’ certamente colpa di Bassolino e di Rastelli,è ovvia la collusione fra camorra e istituzioni, è anche chiaro che i governi che in questi anni si sono succeduti hanno scelto strategie dannose per l’ambiente e la salute di tutti ma se tutto questo non lo iscriviamo in una logica più ampia saremo destinati a percorrere nuovamente strade “sporche” e cadere in pericolosi localismi e guerre dei poveri. Che trovino il coraggio di dirlo imprenditori,opinionisti,politici di ogni schieramento che la cementificazione,i centri commerciali il consumo totale hanno distrutto la qualità della vita. Che trovino il coraggio di ammettere ,in questa orgia di dati e commenti, che forse uno stile di vita più sobrio ci avrebbe reso la vita più facile.

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